mercoledì 8 febbraio 2012

Comunicato FIAB Belluno.



DIAMO SPAZIO A QUESTO COMUNICATO INVIATOCI IL 7 FEBBRAIO DALLA FIAB DI BELLUNO, RIGUARDANTE LA VIABILITA’ CICLISTICA IN PROVINCIA.
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FIAB di Belluno

PROGETTI CICLABILI STRADA DI ALEMAGNA: A RISCHIO IL FINANZIAMENTO EUROPEO
Nel 2009 l’Amministrazione provinciale di Belluno, grazie soprattutto all’allora assessore
Matteo Toscani, progettò due tratti ciclabili lungo la statale 51 di Alemagna, nei comuni di Pieve di Cadore e di Castellavazzo, brevi (2.600 metri complessivi) ma importantissimi per il collegamento ciclabile tra la parte settentrionale e quella meridionale della provincia. I due tratti in questione sono oggi estremamente pericolosi per chi viaggia in bicicletta, dovendo attraversare la statale molto trafficata e procedere sulla stessa per centinaia di metri.
Con questi due interventi, caldeggiati da tempo dalla FIAB, si potrebbero mettere in rete
decine e decine di km di pista ciclabile (l’ex Ferrovia delle Dolomiti) e di percorsi ciclabili su strade a basso o bassissimo traffico, già segnalati con le tabelle “Lunga Via delle Dolomiti” (peraltro difettose e poco visibili): il lungo tratto della vecchia statale, dalla “Cavallera” fin oltre Termine di Cadore, e la tranquilla strada della sinistra Piave longaronese, da Codissago a Soverzene, dove si può pedalare con sufficiente sicurezza.
Oltre ad avere grande importanza per la continuità dell’asse principale della viabilità
ciclistica in provincia, la soluzione di questi due punti critici sarebbe essenziale per lo sviluppo del cicloturismo internazionale sulla direttrice Monaco-Tirolo-Dolomiti-Venezia e costa adriatica, dai prevedibili grandi vantaggi economici, anche per zone oggi marginali e poco frequentate.
La Regione Veneto approvò i progetti in questione, che all’inizio del 2010 furono ammessi
al finanziamento europeo, per la cifra indicativa di 1.800.000 euro sul totale dell’investimento previsto di circa 2.400.000. I restanti 600.000 euro sono la quota di cofinanziamento a carico della Provincia, che si è trovata però in crescenti difficoltà e ristrettezze finanziarie ed è oggi commissariata, per cui non è assolutamente in grado di far fronte a questo impegno. Nel frattempo si avvicina la data di scadenza, oltre la quale si perderà il finanziamento europeo, né sarà più possibile chiederne per gli stessi tratti!
Le conseguenze di ciò sarebbero gravissime, alla luce dell’importanza di questi due raccordi ciclabili, che rimarrebbero per molto tempo a venire nella pericolosa situazione attuale, con buona pace dello sviluppo del cicloturismo nel nostro territorio.
Per evitare questa nefasta eventualità e salvare in extremis i progetti, vari soggetti pubblici e privati si stanno attivando onde reperire da altre fonti la somma necessaria a sbloccare i fondi europei e poter così proseguire nell’iter dei progetti.
Da parte nostra, ritenendo indispensabile un’ampia informazione e pressione dell’opinione pubblica, unitamente alle associazioni sotto elencate, abbiamo convocato una conferenza stampa, che si è tenuta lunedì 6 febbraio presso il Centro Servizi Volontariato di Belluno. Sono intervenuti tra gli altri, Bortolo Calligaro e Luigino Tonus degli Amici della Bicicletta-FIAB di Belluno, il dott. Filiberto Dal Molin, in rappresentanza dei Club Service e d'opinione della provincia (Lions, Rotary, Panathlon, Soroptimist, Fidapa, Inner Wheel), Augusto de Nato, vicepresidente regionale del WWF e responsabile del Coordinamento ambientalista provinciale, Guido Mattera del Comitato Acqua
Bene Comune, Orfeo Dal Piva del Gruppo Natura Lentiai.

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