sabato 17 settembre 2016

Il nuovo (eco)centro di Feltre; cosa non ci convince

Dopo che tanti hanno cavalcato l'onda delle critiche, adesso ci permettiamo qualche nostra osservazione.
L'idea di fondo è buona: un centro cittadino che sia più eco-centro, per dare ai feltrini uno spazio più ecologico, vivibile, a misura di persona. La disposizione del nuovo arredo urbano è stata grande protagonista sui “social” per diverse settimane. Tante critiche, molta ironia, ma pochi suggerimenti. Passato il periodo dove l'onda della disapprovazione è stata regina, ora proviamo noi come associazione a dire la nostra. Nell'immagine di apertura si vede la già stretta pista ciclabile, pagar dazio nella sua larghezza a causa dell'arredo urbano sistemato all'interno di quest'ultima. Non ci sembra una buona idea usare la pista ciclabile come spazio destinato all'arredo urbano. Svettano in questa situazione i non entusiasmanti contenitori per gli alberi, che secondo noi si pongono pericolosamente verso il passante-ciclista con degli spigoli vivi.
Nell'immagine soprastante ci avviciniamo al ponte delle Tezze dove spicca una “chicane ciclistica stile Gp Montecarlo” . Noi pensiamo che una pista o percorso ciclabile debbano essere pensate con un concetto base che guardi alla sicurezza delle persone che usufruiscono di questi spazi. Come nessuno andrebbe a posizionare un qualsivoglia arredo urbano – non opportunamente segnalato – sulla sede stradale, il medesimo concetto dovrebbe venire considerato per una sede stradale delimitata e riservata alle biciclette. Vi sono tante fioriere: erano necessarie in questo numero? Vista la loro larghezza (per non parlare degli alberi!) non si potrebbe valutare una diminuzione del loro numero per posizionarne qualcuna in altri angoli cittadini? Se il centro sta andando davvero verso una chiusura quasi totale, in quel caso vi sarà un ennesimo riposizionamento di tutti gli oggetti che formano il nuovo arredo urbano? Nei mesi scorsi, tramite la stampa locale, il Laboratorio Viabilità (a cui un tempo eravamo iscritti) ha fatto riferimento al non essere stato più consultato dall'Amministrazione quando si è trattato di decidere come e dove sistemare panchine, griglie per biciclette, alberi e fioriere. Perché il lavoro di quest'ultimo è stato preso in considerazione solamente nella prima fase di tutto questo percorso? Chiudiamo quindi con tante domande, ma solo perché cerchiamo di proporre un ragionamento senza buttarci su una fin troppo facile ironia, che spesso ti regala un sorriso ma senza portare ad una proposta veramente concreta per trovare una o più soluzioni, guardando ad una situazione per noi perfettibile.

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