venerdì 15 marzo 2019

FIAB di Feltre. Ne abbiamo incontrato il Numero Uno

A circa un anno di distanza incontriamo nuovamente FIAB Feltreinbici ed il suo Presidente, in questa occasione Andrea Marchet succeduto a Remo Boscarin. Il bilancio di un anno, la Feltre ciclistica e non, l’opera della Feltre-Belluno, la FIAB Nazionale, il Codice della Strada e altro ancora. Non troverete qui l’incontro completo. Gli aderenti potranno leggere l’intervista integrale sul prossimo numero di “Giù di sella”.
Presidente Marchet, lei ha ereditato questa nomina in una situazione che potremmo definire “in corsa”. Che bilancio trae dai primi dodici mesi di attività? “Sono stati dodici mesi molto positivi, di crescita, usati per capire come funziona il sistema. Abbiamo intrattenuto delle relazioni con diverse associazioni come la vostra o il CAI di Feltre, e stiamo studiando per il prossimo futuro tante iniziative per cercare di promuovere sempre più l’uso della bicicletta all’interno del territorio. Per quest’ultima cosa abbiamo promosso delle pedalate nel nostro territorio ma non solo. Riteniamo che questi appuntamenti siano un veicolo per l’aggregazione tra le persone, per far loro ritrovare il piacere del pedalare.” Visto che ha toccato l’argomento riguardante i vostri progetti, cogliamo la palla al balzo e le chiediamo: cosa troveranno gli aderenti di Feltreinbici nel 2019? “Stiamo lavorando in primis ad un ricco calendario di gite, partiremo a maggio con una pedalata di due giorni al Lago d’Iseo in collaborazione con il CAI, un altro appuntamento per il Giro d’Italia, e diverse altre iniziative. Ma non ci limiteremo alle uscite in bicicletta. La nostra idea è cercare di lavorare per migliorare la viabilità e la ciclabilità al interno del nostro territorio. Molti lavori il comune li ha fatti, alcuni discutibili, altri molto validi. Quel che vogliamo è cercare di portare avanti un progetto condiviso. Non siamo qui per promuovere una nostra unica idea, ma cercare di condividere un progetto con il Comune e con le diverse associazioni. Con voi abbiamo pensato e costruito l’evento di “Ascoltandovi”, dove volevamo cercare di conoscere le idee delle persone che vivono all’interno del territorio.”
Le chiediamo la sua idea sulla Feltre-Belluno ciclabile, aldilà dei discorsi di qualunque Amministrazione che venga attraversata dall’opera. È stato un progetto indirizzato nel modo giusto, vi sono cose che non la convincono, o che non lo fanno al momento? “Vedo il solito e italico problema. Si parte con dei grandi progetti, dimenticando le basi dei vari ragionamenti. La Feltre-Belluno sulla carta è un progetto interessante e importante per sviluppare un certo turismo. Ma non è studiato per chi utilizza la bici nel quotidiano. Il percorso studiato è in gran parte molto bello, ma non è pratico o semplice da fare. L’esempio più lampante, non distante da noi, è il ponte costruito sul Torrente Caorame in località Pont. Un luogo fuori dal mondo con delle pendenze elevate per raggiungerlo, che non è stato pensato per l’uso quotidiano. Potrebbe andar bene per la scampagnata del fine settimana, potrei dubitarne invece per il cicloturista caricato di borse e bagagli vari sulla bicicletta. Si parte da quelle che dovrebbero essere delle varianti, dimenticando quello che dovrebbe essere il percorso principale. Non è una situazione capitata soltanto con quest’opera della Feltre-Belluno, ma su quest’ultima è evidente. Dopodichè è un percorso certamente valido su cui ci si deve impegnare. Però certe scelte che sono state fatte sono perlomeno discutibili.” La porto sull’argomento strade, limiti di velocità e quindi Codice della Strada. Vi sono delle proposte, annunciate dai media come se fossero quasi cosa certa, che potrebbero diventare cosa concreta, e riguardano la bicicletta e i ciclisti in ambito urbano. Le chiedo la sua opinione in proposito. “La stampa cerca spesso titoli che destino sensazione, probabilmente per vendere più copie. A volte delle leggi nemmeno approvate vengono sbandierate come ad un passo dall’essere definitive. Le proposte sono indubbiamente valide e andrebbero spiegate in maniera corretta. Il doppio senso ciclabile potrebbe venire realizzato soltanto su vie idonee, con limiti di velocità che non superino i 30 all’ora, e comunque con una sede stradale tale da consentirlo. Non tutti i sensi unici diventeranno a doppio senso di marcia soltanto con un eventuale approvazione di questa proposta.” Quando questo nostro incontro verrà letto lei sarà già stato presente a Verona per un congresso nazionale FIAB. Non è la prima volta che vi partecipa. Che FIAB ha visto fin ora? “Importante è avere presenti delle voci che parlino di cambiamento. FIAB ha fatto un eccellente lavoro in questi anni, ma è indubbio che oggi bisogna essere più incisivi con la politica. Lavorare per limitare gli sprechi, avere la possibilità di disegnare un’Italia del futuro, ma lavorandoci dentro, all’interno, per far uscire una politica che sia più chiara sulle cose che si vogliono fare.”

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