sabato 5 settembre 2020

La "bicipolitana" di Rovigo. Ne parliamo con FIAB Rovigo.

Lo facciamo tramite la persona di Sandro Burgato, per farci raccontare il progetto della “Bicipolitana” cittadina. Quest’opera, presentata nel 2017, a tutt’oggi non è presente. Vediamo di capire cos’è una “Bicipolitana” e soprattutto perché a Rovigo non si è partiti con la sua realizzazione.


Sandro Burgato, Vice Presidente di FIAB Rovigo

Un passato da Presidente, un presente da Vice-Presidente di FIAB Rovigo. Sandro Burgato è la persona giusta per approfondire il progetto della “Bicipolitana” per il noto capoluogo del Polesine. Un’opera che era partita con il piede giusto ma che poi non è stata realizzata. Se volete curiosare al riguardo prima di dedicarvi al nostro approfondimento, vi spingiamo a dare un’occhiata all’indirizzo web: https://ecologico.altervista.org/piste-ciclabili-a-pesaro-ce-la-bicipolitana/ per leggere di un’opera di questo tipo, che nella città marchigiana di Pesaro è forse all’avanguardia guardando all’Italia. Anche nella nostra Provincia si cerca di dare il via a un progetto di questo tipo. La FIAB di Belluno ha proposto una raccolta firme che ha avuto un bel successo.

Ma tornando a Rovigo e al progetto “Bicipolitana” della FIAB cittadina, visto che questa idea non è diventata cosa concreta, perché decidere di parlarne? Perché sapete bene (ovviamente se ci seguite) che noi siamo spesso i rompiscatole di turno. Se ci si limita a mettere in evidenza sempre e soltanto le cose riuscite siamo alla propaganda di pura convenienza. Si racconta di un mondo che non esiste perché sembra che basta volere le cose e allora riusciranno sempre. Non è così. Vi sono persone che con il massimo delle buone intenzioni non riescono nei loro intenti. Cerchiamo quindi di capire quali possono essere i motivi della non realizzazione di quest’opera, per informare cercando di far capire e non soltanto di far conoscere.

Sandro ci spiega che cos’è una bicipolitana?

La Bicipolitana è tecnicamente una rete integrata di percorsi all'interno della città che vanno a soddisfare le esigenze di mobilità dei cittadini che decidono di muoversi in sicurezza e con sostenibilità. Le motivazioni sono varie; chi si sposta per lavoro, chi per studio, anche per tempo libero usufruendo dei servizi che la città offre, contribuendo ad abbattere il traffico motorizzato con le conseguenze benefiche per la salubrità dell'aria.

L’idea di far nascere questo progetto per la vostra città quando prese forma? Vi fu un motivo particolare?

Il progetto che la nostra associazione ha presentato in collaborazione con altre realtà sul territorio denominato “Cicli d'Arte”, tra le varie iniziative indicava all'Amministrazione Comunale una mappa di percorsi, all'interno ed in periferia della città, da realizzare nel tempo, come avrebbe potuto essere il futuro della mobilità dolce per la nostra città. Lo spunto si è preso dall'esperienza di Pesaro, con cui ci siamo confrontati, che ormai da anni ha realizzato questo sogno. Certo Pesaro non è confrontabile con Rovigo in ordine di grandezza ma le regole, gli intenti, hanno lo stesso significato.

Piazza Garibaldi a Rovigo

Oggi però la città di Rovigo non ha la bicipolitana. Come mai la cosa non è andata in porto?

E' vero, oggi quella proposta è rimasta nel cassetto o meglio nello schedario, da meglio la sensazione di lontananza, nell'archivio comunale. Nonostante le giunte di vario colore politico che si sono succedute le "Priorità" così come le "Risorse" non sono mai per un progetto di mobilità lenta strutturato e i finanziamenti, pochi, secondo loro dovevano essere dirottati sempre per questioni più urgenti. La sensazione comunque è che sia divenuto un alibi per non fare, sistematicamente.

Alcuni anni addietro avevate dato alle stampe un dettagliato depliant informativo a grande formato, con tanto di mappa cittadina e il dettaglio dei percorsi. Viene da dedurne che il progetto era abbastanza avanti.

Si, la mappa c'era e c'è ancora. La custodiamo preziosamente ed è, ahimè, sempre valida. Con la nuova Amministrazione c'è un confronto abbastanza continuo, ci consultano spesso. Noi diamo dei pareri, soluzioni, ma non sempre si realizza. Diciamo che con gli amministratori è molto migliorata la comunicazione.

I percorsi da voi proposti erano undici. Si andava dall’ospedale al centro storico, dai poli scolastici all’anello verde e altri ancora. Da quali siete partiti?

Siamo partiti dai collegamenti già esistenti come tratti di piste ciclabili, che in centro non sono praticamente presenti. Ci interessava cercare di unire dei punti della città strategici, sia per gli eventuali punti di interesse turistico, che per gli studenti nei percorsi casa scuola, ed in questa maniera rendere il più possibile continui, e pure segnalati, i percorsi cittadini. Infine a Rovigo non esiste un vero parco cittadino se non nell'area delle torri. Si è pensato quindi di unire con un anello le zone verdi che si trovano all'esterno della città.

Qualcuno di questi percorsi si rivelò più complicato rispetto ad altri?

La complicazione di Rovigo è che non si possono fare piste ciclabili dappertutto. Noi non le vogliamo a tutti i costi. Rovigo è una piccola città e si presta ad usufruire anche di strade a senso unico, sfruttando il controsenso ciclabile ad esempio, presente in molte realtà italiane. Chi abita in alcuni quartieri ha obiettivamente molte difficoltà ad arrivare in centro. Non è semplice. Rovigo è stata costruita per le automobili e trovare spazio è difficile.



Nel periodo in cui stavate ragionando a questo progetto avete avuto l’occasione di parlarne anche con i cittadini?

Il confronto con i cittadini c'è stato ma è sempre trasversale. Quando le persone vedono i ciclisti, in genere hanno un ottima impressione: “Che bravi” ti dicono,”Continuate così, verrei anch'io se potessi…”, ma quando gli proponi di togliere qualche parcheggio per far posto al verde, o ad una linea ciclabile, si alza improvvisamente un tornado di critiche per attentato alla libertà. Ricordo le parole del progettista di Pesaro: “La gente, quando abbiamo proposto la Bicipolitana, ci diceva che eravamo matti. Molti erano contro con le giustificazioni più disparate, per poi ricredersi a rete fatta. Ora non potrebbero farne a meno.

Com’è Rovigo, secondo voi, dal punto di vista ciclo-pedonale?

Rovigo dal punto di vista ciclopedonale? Mi faccia una domanda di riserva...

Il progetto bicipolitana è accantonato in maniera definitiva o sareste pronti a rifarvi avanti?

Il progetto è sempre valido. Necessitiamo di amministratori coraggiosi, che vogliano farsi anche qualche nemico per strada, ma che alla fine i benefici saranno per tutti i cittadini.


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