martedì 23 febbraio 2021

Entriamo a casa di Feltreinbici. L' intervista.

Ed eccoci nuovamente ad ospitare la FIAB cittadina, come succede da alcuni anni. Siamo forse gli unici che annualmente si ricordano di loro, suonando al loro campanello per parlare di FIAB e quel che ci gira intorno. Come sempre questa è solo una parte dell’intervista. La versione completa sarà a disposizione degli aderenti nel prossimo numero del trimestrale. Ospite di questo spazio è l’attuale presidente Claudio Mason.


Presidente, il vostro sodalizio è presente in città da alcuni anni. Come siete stati 'recepiti' dai feltrini?
“Siamo al quarto anno di vita per Feltreinbici. La mia impressione è di una Feltre che ci vede come un gruppo che sostanzialmente s’impegna per organizzare dei viaggi in bicicletta, ma non oltre. Non ci vedono come una realtà che cerca d’impegnarsi anche sulle problematiche relative alla mobilità ciclistica.
Vediamo allora di rimanere nel nostro ambito. Tu non sei originario delle nostre zone. E qualche anno addietro, quando Remo Boscarin era vostro massimo dirigente, approfittando del fatto che lui per molti anni aveva vissuto lontano da Feltre, gli chiedemmo che impressione avesse sul rapporto tra i feltrini e la bicicletta. Ti facciamo la stessa domanda.
Vivo a Feltre da oltre quindici anni. Per quello che ho constatato fin’ora, per la maggior parte della gente la bicicletta non viene reputata come un mezzo di trasporto. La si vede come un mezzo atto all’attività sportiva o ciclo-turistica, ma non come un veicolo che permette lo spostarsi da un luogo all’altro. Non per tutti, sia chiaro, ma nella maggior parte questi mi paiono gli orientamenti.
Usciamo dal giardino di casa nostra. A settembre si terrà in Friuli Venezia Giulia il raduno nazionale FIAB. Che ti aspetti da quell'evento?
“Penso che riguardo ai temi del ciclo-raduno FIAB nazionale non si combinerà molto. Siamo ancora in alto mare. Non per nulla l’appuntamento di giugno è stato spostato di ben tre mesi, per svolgersi a settembre.
Fossi tu la persona che può decidere un argomento che la FIAB nazionale dovrebbe portare alla discussione in quell'appuntamento, cosa sceglieresti?
“Un tema che, secondo me, andrebbe portato alla discussione in ambito nazionale FIAB è quello relativo all’intermodalità bicicletta-treno. Voglio portarti ad esempio un evento da noi proposto l’anno scorso. Avevamo in programma una ‘notturna’ per raggiungere Dobbiaco, ma non v’è stato verso. Con le biciclette non potevi arrivarci. Prima della pandemia c’era la possibilità di raggiungere Calalzo in treno e li c’era il pullman con il carrello che ti portava a Cima Banche da dove si raggiungeva Dobbiaco senza problemi, in bici.
Vi è, secondo te, una ragione di questa situazione?
“La mia idea è che sia un taglio che ha preso vita da ragionamenti di tipo economico, approfittando delle esigenze sanitarie dove attualmente il numero di persone è contingentato anche sui treni. Sono convinto che FIAB nazionale debba farsi sentire. Per restare nell’ambito bellunese, mi è capitato di passare la valle del Piave da Ponte nelle Alpi a Tai di Cadore, ed anche oltre perché poi mi sono diretto verso Auronzo e nel periodo estivo era un cantiere appresso all’altro.

E sul piano più urbano, sul versante meno turistico e più cittadino legato al quotidiano?
Lo sviluppo delle reti ciclabili all’interno delle città. I mezzi pubblici sono a disposizione, ma in questi mesi lo sono a capienza limitata. Allora torno alla situazione riguardante lo spostarsi pedalando a livello urbano, dove vive la preoccupazione dei genitori, per un figlio che va a scuola in sella alla bicicletta e dovrebbe unirsi al traffico quotidiano. Questo pensiero non aiuta. È la famosa novella del cane che si morde la coda.
Il nostro incontro stava volgendo al termine. Ma mentre stavamo per tirare le somme, Claudio rilancia un argomento a lui caro e che conosce molto bene. Torniamo alla bicicletta in ambito turistico e non servono domande.
“Sai che ti dico? Ti racconto come andavano le cose negli anni ‘90. Se per esempio volevi andartene a Roma, portandoti appresso la bicicletta, tu qualche giorno prima andavi all’ufficio bagagli della stazione da dove volevi partire portando la bici. Questa ovviamente la ‘impacchettavi’ per bene per evitare urti e cose simili. Bastava che tu avessi acquistato il tuo biglietto del treno aggiungendo, al tempo, 10.000 lire di supplemento per la bici.
Lentamente torniamo verso casa. Quindi le ultime battute sono dedicate al suo ruolo presidenziale per la FIAB cittadina.
"Ho accettato la carica presidenziale anche per levare alcuni oneri all’ex presidente Marchet, perché altrimenti era troppo carico d’impegni. Certamente ho anche io i miei e non sempre avrò il tempo che ho in questo periodo, ma lui ‘poareto’ (poveretto) non poteva adempiere a quasi tutto. Ero già il suo vice, quindi hai più responsabilità, ma la differenza non è grande rispetto a prima.”




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