sabato 22 maggio 2010

Giro 2010 sul Grappa; il "nostro" racconto.


Dopo uno sforzo intenso, bisogna reintegrare.


VISI E SORRISI, E VISI STRAVOLTI, BOTTIGLIONI, PIOGGIA CHE VA, PIOGGIA CHE VIENEE L'ITALIA DEL GIRO…
ECCO IL RACCONTO DEL GIRO D’ITALIA 2010, CHE ABBIAMO VISSUTO SUL MONTE GRAPPA.

La giornata si presenta con sole e poche nuvole; meglio di così non si può! Saliamo in auto poco prima delle nove, mentre Marco se la fa in sella. Arrivati in cima, anzi poco sotto, parcheggiamo e cerchiamo un posto dove sistemarci. Trovatolo, ci appostiamo su un tratto abbastanza ripido per guardare in viso i ciclisti che salgono. Mentre Marco non arriva più pranziamo, e per un’oretta e mezza ce la godiamo.
Chiaramente, ci mettiamo vicino alla strada per farci ben vedere dai ciclisti mentre mangiamo e beviamo (con 27 chilometri di salita sulle gambe ci guardavano storti, chissà perché…). Tè caldo, salame, formaggio “Bastardo del Grappa”, dolce, prosciutto, pane fragrante e un bottiglione di Lambrusco di Modena “Amabile” che per caso mi sono ritrovato in mano.
Quando ormai abbiamo perso le tracce di Marco, eccolo spuntare per chiederci dove eravamo; era arrivato in cima senza problemi e poi aveva fatto 3 volte avanti e indietro senza mai vederci; robe da matti!! Verso le due andiamo a prendere posto a 500 metri dal GPM. Il tempo inizia a rompere le scatole (nuvole e sole; metti la giacchetta, togli la giacchetta, metti la giacchetta, togli la giacchetta…), finché verso le 15 iniziano ad arrivare i messaggi di mio fratello per gli aggiornamenti della corsa. Precede la gara un gruppo di ciclisti che accompagnano un ciclista equilibrista, che si è fatto il Grappa in impennata. Poi, come si avvicinano i campioni, ecco la pioggia con vento freddo vigliacco.
Due minuti prima che arrivino, smette di piovere e le foto possono essere fatte con più calma. Come spuntano da una curva ai 700 metri le magliette verde chiaro della Liquigas, in signore vicino a me inizia a gridare il nome di Basso e comincia a saltare (!?). Ivan passa con bella grinta, Cunego – staccato e rosso pomodoro in viso – cerca di tener duro, la maglia rosa cerca di limitare i danni, Pozzato trova un’aiuto nel salire e così via.
Come i ciclisti passano quasi tutti, iniziamo a togliere le tende ed esce un sole convinto. Quando siamo in procinto di andare verso le auto, scendono gli ultimi del gruppo. Cerchiamo di non finire arrotati, e guadagniamo la macchina. Scendiamo cercando di fare attenzione a non mettere sotto gli ultimi ciclisti saliti dal versante feltrino, finché non ci ritroviamo al punto di ritrovo mattutino dove i saluti finali consegnano ai ricordi questo Giro d’Italia. Non posso scrivere tutti i momenti perché altrimenti questo articolo sarebbe lungo il doppio. Spazio ora ad alcune immagini, per tutti i fans e arrivederci alle prossime iniziative dell’Associazione; grazie alle persone che hanno partecipato.








Foto; da Renato che ronfa pacifico ai campioni che salgono, dal mitico “Gatorade nostrano” a Pozzato che si fa “beccare” dalla macchina fotografica; questi alcuni momenti del ciclismo pane e salame dell’AC PST Feltre 1996. Grazie a tutti e alla prossima!

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