giovedì 17 marzo 2011

C'è sport, e sport?


Ce integratore..........


.............e integratore.

SOSTANZE ENDOCRINE, ENDORFINE, IPOTALAMO,… PER CARITA’!! E DOVE SIETE CAPITATI? TORNIAMO A PARLARE DEL NOSTRO CICLISMO (O DEL CICLISMO A MODO NOSTRO, CHE DIR SI VOGLIA), CON LA DOMANDA; QUANDO LO SPORT E’ BENESSERE ANCHE PER LA TESTA?

Quando il ciclismo, o lo sport in genere, contribuisce veramente a migliorare la nostra vita? Bella domanda. Basta praticare sport e tutto viene automatico?
Fare sport aiuta a vivere meglio, se quest’ultimo è praticato con buonsenso e rispetto per il nostro corpo. Non è sicuro che allunghi la nostra vita, ma è certo che migliora la qualità di quest’ultima nei suoi anni di “esistenza terrena”. Come deve essere vissuto lo sport per goderselo in pieno? Ognuno di noi ha il diritto di praticarlo come gli pare. Lo sbaglio è “spingere” le altre persone a viverlo come piace a noi, soltanto perché siamo convinti che un certo modo di viverlo, praticarlo, guardarlo, sia il modo migliore per goderselo.
Non nascondiamo che si sta facendo strada l’idea di un’incontro su questa tematica, e chi lo sa se si riuscirà a mettere in piedi qualcosa. Si può parlare di sport anche come “medicina” per la mente, e non soltanto per il fisico?
Comunque, per tornare all’argomento, oggi si riesce a praticare sport (non necessariamente ciclismo) soltanto per passione e beneficio fisico? La spinta data dai numeri, dall’apparire in una classifica, è sempre molto forte. Quindi la risposta alla domanda è fortemente negativa. Personalmente ho avuto a che fare decine di volte con persone che, praticando l’attività ciclistica, non riuscivano a stare più di trenta parole senza ficcarci dentro i loro “numeri” fatti registrare di qua e di là. Siamo un popolo (sportivo) di bugiardi?;

• “La bicicletta mi piace perché mi fa stare all’aria aperta”
• “Il ciclismo mi piace perché mi posso immergere nella natura”
• “Il ciclismo mi piace perché mi dà un senso di libertà”
• “La bici (o lo sport in genere) mi piace perché fa stare bene”
• “La bici (o lo sport in genere) mi piace perché posso conoscere e frequentare altre persone”

Sono alcune risposte che spesso vengono date da chi pratica il ciclismo o sport in genere. Ma nel sentire i ciclisti stessi parlare tra loro, spesso le risposte che si ascoltano tra le righe sono somiglianti a una mentalità del tipo;

“La bicicletta mi piace perché posso fare delle corse senza essere un professionista, e quando vado a fare una gara posso cercare di migliorare la mia personale classifica rispetto all’anno precedente”

“Quando usciamo negli allenamenti e ci ritroviamo siamo anche in 15 o 20 persone. Così fai spirito di gruppo”. Peccato che le granfondo sono spesso un’esempio allucinante del discorso; “Inutile aspettarli, dai. La strada la sanno!” e quindi quando il famoso spirito di “gruppo” dovrebbe dare il meglio di sé, ecco che l’esigenza della classifica da migliorare rispetto all’anno precedente, manda in vacca (tecnicamente parlando) tutto quanto. Allora perché usare la motivazione della forza aggregante dello sport (che sia ciclismo o altro), se poi nei momenti in cui questa dovrebbe emergere ognuno pensa per sé? Corriamo veramente per divertirci? Per trarne benefici verso la nostra salute? Per spirito d’aggregazione?

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