giovedì 29 ottobre 2015

Lo sport?: aggregazione, educazione, sacrificio

Riportiamo in questo articolo diversi estratti dell’intervento tenuto dal dottor Zampol D’Ortia nella serata del 23 ottobre a Mugnai, sul tema riguardante l’uso degli integratori nello sportivo dilettante.
Quaranta minuti di relazione, seguiti da circa trenta di discussione, con bassa partecipazione di pubblico e questo dispiace per il lavoro ed il tempo che il dottor Zampol D’Ortia ha dedicato a noi e per l’occasione persa da chi poteva imparare qualcosa. “Gli integratori non sono per tutti – ha esordito il dottor Zampol – e non sono adatti a tutti. E purtroppo organismi di livello internazionale, come la Wada, hanno notato di come dall’uso degli integratori si sconfinava in quello dei prodotti doping, usando farmaci in maniera inappropriata. Per integratore non intendiamo un qualche prodotto che noi domani decidiamo di produrci nel sottoscala. Gli integratori, soprattutto in Italia, sono sottoposti a una normativa molto rigida. La pubblicità non deve dare falsi messaggi, non si devono vantare proprietà miracolistiche”. Toccato anche il tasto riguardante l’affidabilità delle ricerche che spesso vengono sventolate con una certa facilità. “Sul mondo degli integratori dobbiamo però dire anche che sono poche le ricerche che sono in grado di provare scientificamente i benefici reali sulle prestazioni sportive. Soprattutto quando vengono vantati degli effetti e pubblicizzati dei messaggi che sono un po’ fuorvianti. Adesso in Italia il mercato è in continuo movimento e molto appetibile. L’85% di questo mercato viene filtrato dal farmacista. Nonostante i disastri provocati da internet, gli italiani riconoscono comunque l’affidabilità del ruolo del farmacista.” Siamo stati decisamente lieti di ritrovare nella relazione del dottor Zampol anche un nostro cavallo di battaglia, cioè che guardando all’attività sportiva il fattore rappresentato dalla tavola quotidiana è base fondamentale e preziosissima. “Il primo integratore nello sportivo, e non solo, è l’acqua. L’attività fisica comporta in modo obbligatorio la presenza dell’acqua. Gli alimenti sarebbero i primi integratori. L’alimentazione è la base per la preparazione dello sportivo. Successivamente si è tornati sul discorso dove l’etica e l’educazione stentano a trovare quello che il dottore (e anche noi) ritiene dovrebbe trovare un suo spazio. “Oggi vi è un concetto altamente diseducativo, riguardante l’uso di integratori anche su ragazzi più piccoli. Ritengo che il concetto vero dello sport sia quello dell’aggregazione, dell’educazione ed un po’ di sacrificio. Oggi abbiano internet, dove passa di tutto. Valutare il confine tra lecito e illecito non è cosa facile, soprattutto in determinati ambiti, e soprattutto capire cos’è la corretta integrazione, non la pubblicità ed il suo tam-tam, ma la reale necessità che deve partire da una sana e corretta alimentazione, per cui spesso e volentieri ci si trova di fronte a sconfinamenti dove per arrivare presto e velocemente agli obiettivi si va ad utilizzare i famosi anabolizzanti e affini. E questa non è una cosa così infrequente. Questo è un problema serio e capita. Dov’è che possiamo stabilire vi sia il confine tra l’integrazione utile e quella che non lo è? Questo confine possiamo trovarlo in una corretta alimentazione, in un corretto stile di vita, in un apporto sensato per le finalità che abbiamo. Non per moda.” Con lo svolgersi di questo appuntamento potrebbe essersi chiusa l’annata ‘pubblica’ della PST 2015. Non è ancora tutto certo, ma nemmeno da escludere che le prossime righe che troverete saranno riferite al prossimo anno, con le notizie riguardanti il rinnovo delle cariche, mentre per le adesioni (che apriranno comunque a gennaio) l’appuntamento dovrebbe essere per dicembre. A presto.

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